| | Per cambiare, rinnovare, crescere, competere...l'indignazione non basta più!
Ci vuole una visione, quasi un'utopia. La crisi globale colpisce l'Italia e ci risveglia dal torpore del consumismo e della vanità della politica mediatica. Benvenuta recessione se comporta una ripresa di attenzione al bene comune e alla necessità di cambiamento.
Ricominciamo da capo per ritrovare i valori fondamentali e azzeriamo gli intrecci e le incrostazioni che bloccano la vita economica e politica; è difficile contrastare gli interessi di reciprocità e le connivenze; è ancora più difficile crescere appesantiti da privilegi e favori riservati a pochi in danno di tanti. Aria nuova in cucina non basta, occorre cambiare i fuochi e i cuochi, ingredienti e menù, per non finire affamati.
I cittadini, azionisti del bene comune, devono concorrere all'efficienza della politica e controllare i risultati di bilancio; recuperare l'importanza di partecipare alla comunità di vita per non subire il logoramento della volontà democratica.
Largo ai giovani, di età ma sopratutto di estraneità al potere; solo così l'Italia riparte e i beni comuni recuperano valore così come la coesione sociale e il benessere diffuso, senza strappi. Diamo vita a un movimento spontaneo di base, senza pregiudizi politici o di parte; siamo tutti AZIONISTI DEL BENE COMUNE; facciamoci valere senza l'intermediazione dei vecchi partiti che non rappresentano noi ma i loro interessi organizzati; sosteniamo una nuova generazione della politica a cui affidare la gestione del bene comune e del futuro dei nostri figli.
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